Una conversazione sulla visione dietro Engel Ayurpura.
Con Engel Ayurpura, Carmen Kohler ha creato la prima vera destinazione ayurvedica nelle Dolomiti e in tutta Italia – un luogo in cui l’Ayurveda non viene soltanto praticato, ma reinterpretato in chiave contemporanea. Non si tratta di regole rigide, bensì di leggerezza e di un ritorno consapevole a sé stessi. Ma come è nata questa visione?
Dalla visione alla realtà
Signora Kohler, l’Ayurveda ha le sue radici in India. Come è nata l’idea di portarlo nelle Dolomiti?
Per me l’Ayurveda è una vera e propria scienza della vita, capace di ricondurci a noi stessi e all’essenziale. E dove potremmo avvicinarci meglio a ciò che è essenziale, se non in un luogo in cui ci sentiamo profondamente connessi con noi stessi? Per me questo luogo è la natura, sono le montagne delle Dolomiti. Trasmettono una forza che radica e allo stesso tempo ispira.
Naturalmente non è stata soltanto una fascinazione personale, ma anche una scelta consapevole. Ho compreso che siamo noi a portare la responsabilità della nostra salute e che vale la pena prendersene cura in modo preventivo. È stata questa consapevolezza il punto di partenza di Engel Ayurpura.
Ha incontrato difficoltà lungo questo percorso?
Certamente. Una delle sfide più grandi è stata convincere la mia famiglia di questo progetto. L’Ayurveda era, per loro – come per molte persone qui – qualcosa di inizialmente estraneo. Volevo mostrare che non si tratta semplicemente di una disciplina proveniente da una cultura lontana, ma di una filosofia di vita che può essere vissuta ovunque nel mondo.
Poi c’era una domanda fondamentale: con chi desidero intraprendere questo cammino? Engel Ayurpura non doveva essere soltanto un luogo, ma incarnare un’attitudine. Per questo era essenziale trovare le persone giuste, che condividessero questa visione. Oggi sono profondamente grata di avere un team che vive questa filosofia con autenticità e cuore.
Un luogo di quiete e protezione
Cosa era per lei particolarmente importante nella progettazione di Engel Ayurpura?
Desideravo creare un luogo che si percepisse diverso – un luogo di silenzio, di protezione. Qui ci si deve sentire accolti e custoditi, immersi nella forza della natura delle Dolomiti. Ma non si trattava solo di atmosfera: per me era fondamentale anche l’autenticità. L’Ayurveda non è una moda, ma un’antica arte di guarigione millenaria. Merita di essere trasmesso con rispetto e integrità.
Se dovesse descrivere Engel Ayurpura con un solo sentimento, quale sceglierebbe?
Accoglienza.
Ayurveda e leggerezza
Un nuovo approccio
Molte persone associano l’Ayurveda a regole severe e rinunce. Engel Ayurpura, invece, propone un’interpretazione più leggera.
Cosa significa concretamente?
Da noi non esistono regole rigide – perché non hanno nulla a che vedere con la leggerezza. L’Ayurveda non è un sistema da seguire in modo dogmatico, ma un’opportunità per vivere in modo più consapevole. Per me leggerezza significa accompagnare le persone, non costringerle dentro schemi. Voglio mostrare che valori come l’accettazione, la tolleranza e la rinuncia consapevole non complicano la vita – la arricchiscono.
Come si percepisce questa leggerezza all’interno dell’hotel?
Tutto ciò che facciamo è permeato da questo principio. L’architettura è chiara, essenziale, non distrae. I colori sono delicati, i materiali caldi e naturali. Anche il team esprime questa attitudine – in un tocco gentile durante una terapia, in un sorriso sincero, in un’accoglienza calorosa. Sono i dettagli a fare la differenza.
La forza delle Dolomiti
E il loro influsso sul benessere
Quale ruolo svolgono le Dolomiti nel concetto di Engel Ayurpura?
Quando si cammina tra le montagne e si lascia agire la loro vastità, si percepisce una forza profonda. È lo stesso sentimento che accompagna un percorso ayurvedico: chi si affida a questo cammino ritrova una nuova forza, mentale e fisica.
È stato questo anche il motivo della scelta di un design minimalista?
Sì. Un design chiaro e silenzioso non distrae – ed è essenziale durante un percorso ayurvedico. Chi arriva qui deve potersi concentrare su sé stesso, ascoltare il proprio corpo senza che l’ambiente richieda troppa attenzione.
C’è un luogo dell’hotel che per lei ha un’energia particolare?
Sì, due. All’ingresso, lo sguardo si apre immediatamente verso la natura: è un’energia che invita a connettersi con ciò che ci circonda. Il secondo è la nostra Yoga Shala. Qui si respira un’atmosfera profondamente meditativa. Molti ospiti raccontano di sentirsi immediatamente “a casa”. Ed è proprio questo che per me rappresenta Engel Ayurpura: un luogo in cui si ritorna a sé stessi.
Il futuro di Engel Ayurpura
Ci sono nuovi progetti per il futuro?
Sì, desideriamo integrare ancora di più il tema della mindfulness nella nostra offerta. Stiamo già lavorando a un nuovo concetto – ma per ora rimane un piccolo segreto.
Gratitudine e ispirazione
Cosa l’ha segnata maggiormente in questo percorso?
Ogni giorno mi viene ricordato quanto siamo fortunati. Abbiamo così tante possibilità di plasmare la nostra vita, eppure spesso lo dimentichiamo. Ho imparato che non si tratta di adattarsi alle aspettative degli altri. Ognuno dovrebbe seguire il proprio cammino e lasciare le proprie tracce.
E se potesse lasciare un solo messaggio alle persone che arrivano qui?
“Fai del bene a te stesso. Non guardare indietro e non proiettarti troppo lontano nel futuro – vivi il presente. E soprattutto: segui il tuo cuore.”